sabato 4 giugno 2016

Borderlife di Dorit Rabinyan

Buongiorno cari lettori,
eccomi qui con una nuova recensione che mi è stato possibile proporvi grazie alla Casa Editrice Longanesi!
Oggi, vi parlo di un libro che ha fatto molto scalpore e che leggendolo si capisce bene perché. Sto parlando di Borderlife di Dorit Rabinyan, la storia d'amore tra un'ebrea e un palestinese, un amore inequivocabilmente proibito!
Vediamo i dettagli!

Borderlife

Autore: Dorit Rabinyan
Editore: Longanesi
Pagine: 384
Genere: Narrativa contemporanea
















Trama:

È autunno, a New York. Il secondo senza le Torri.
Liat ha appena conosciuto Hilmi e gli cammina accanto nel pomeriggio che imbrunisce, mentre pensa: Non hai già abbastanza guai? Fermati, finché puoi! Ma fermarsi non può, perché, nonostante le ferite, la magia della Grande Mela è ancora intatta, e Hilmi ha gli occhi dolci e grandi, color cannella, riccioli neri e un sorriso infantile che spezza il cuore. Lei è di Tel Aviv, fa la traduttrice e si trova negli USA grazie a una borsa di studio. Ha servito nell’esercito e ama la sua famiglia (Che cosa penserebbero, se lo sapessero?). Lui vive a Brooklyn e fa il pittore, e nei suoi quadri c’è sempre un bimbo che dorme e sogna il mare, quel mare di cui da ragazzo poteva cogliere appena un lembo, da lassù, al nono piano di un palazzo di Ramallah.
Che questo amore sia un’isola nel tempo, si dice lei. Un amore a cronometro, un amore a scadenza, la stessa indicata sul visto, la stessa impressa sul biglietto del volo di ritorno per Israele, verso la vita reale.
Finché, mentre oscillano tra l’ebbrezza della libertà e il senso di colpa, scoprendosi accomunati dalla nostalgia per quello stesso sole e quello stesso cielo, la vita reale non bussa davvero alla loro porta…
Bandito dal ministero dell’Istruzione israeliano in quanto «minaccia all’identità ebraica», Borderlife, una grande storia d’amore impossibile fra un’ebrea e un palestinese, ha unito i lettori di un Paese diviso, guidandoli verso quei territori dell’anima che nessuno potrà mai occupare.


Recensione:

Parto col dire che questo è un libro che emoziona davvero, davvero tanto!
La storia di Liat, una ricercatrice ("Bazi" come la chiama lui) e Hilmi, un pittore, è una storia d'amore 'a scadenza' perché il 20 di maggio - data riportata sul suo biglietto aereo - Liat tornerà in Israele e a quel punto per loro non ci sarà più spazio.
La storia si svolge durante l'inverno a New York Liat vi si trova grazie a una borsa di studio vinta all'università in Israele. Il loro incontro avviene per caso, quasi per sbaglio. Andrew, l'amico di Liat, non può presentarsi all'incontro e manda Hilmi al suo posto per avvisarla. I due cominciano a parlare e ad entrare l'uno nella vita, nella quotidianità dell'altra. Ma fra loro c'è sempre quell'ostacolo, quella differenza che non può essere abbattuta nonostante tutti i tentativi, il loro resta un amore segreto, la famiglia di lei non sa nulla di Hilmi, e questo lo ferisce ogni volta, ma lei continua a pensare a cosa penserebbero se sapessero che sta con un uomo arabo e così lo tiene lontano da loro, lo tiene tutto per sé. Sanno che la loro relazione ha una data di scadenza, che possono vivere tutto in poco tempo e dopodiché ognuno dovrà andare per la propria strada, non c'è alternativa!
Al momento dell'addio, caro lettore, ti scapperà una lacrima perché il loro saluto ha ben poco di un addio e tu lo senti fin dentro le ossa, lo vorresti con tutta l'anima che questo non fosse un addio ma poi una piccola speranza si riaccende, quando Hilmi torna a Ramallah e Liat è a Tel Aviv continuano a sentirsi per telefono e la loro storia sembra quasi più vera vissuta lì, nella loro terra.
Ma il destino gioca loro brutti scherzi e quella storia così impossibile da un punto di vista etnico, di vite differenti diventa impossibile a tutti gli effetti.

E' un libro che ha acceso gli animi perché tocca il tema dei matrimoni misti in un luogo in cui la guerra non ha ancora cessato di esistere e in cui l'amore fa fatica a trionfare.
E' un libro che ti tocca dentro, ti fa riflettere e capire che forse la vita vissuta minuto per minuto, i sentimenti assaporati finché è possibile senza false aspettative.
Leggetelo perché tocca corde emotive che nessun libro, forse, ha mai toccato.

"La vicenda si è subito imposta sulle prime pagine dei giornali, mentre le vendite del libro sono schizzate. Ad accendere la miccia è stata la direzione pedagogica del ministero che, nell'esaminare una lista preliminare dei libri consigliati ai liceali, ha trovato opportuno depennare 'Gader Haya' (Borderlife) della scrittrice Dorit Rabinyan. Anni fa, al suo esordio, la Rabinyan aveva destato attenzione internazionale con un romanzo basato sui ricordi dei genitori, una coppia di ebrei immigrati dall'Iran.
In una prima spiegazione fornita ad Haaretz, il ministero ha giustificato la decisione spiegando che la lettura di quel libro non pare appropriata per adolescenti israeliani perché il suo contenuto potrebbe incoraggiare "l'assimilazione", ossia renderli più aperti a matrimoni con non-ebrei. In seguito il ministro Bennett ha fornito una spiegazione aggiuntiva, sostenendo che nel libro della Rabinyan i soldati israeliani sono rappresentati in maniera fortemente denigratoria. Dunque, ha aggiunto, non è il caso che quel testo venga insegnato e approfondito nei licei pubblici."


Come descriverlo adesso? Come distillare la prima impressione di quegli istanti ormai lontani? Come estrapolare il suo ritratto compiuto, composto ormai di strati di colori, e ricondurlo a quel pallido abbozzo a matita che ne trasse l'occhio posandosi su di lui per la prima volta? Come rendere l'immagine intera, con la sua larghezza e profondità, con pochi tratti? Uni sguardo così minuzioso e una tale lucidità saranno possibili ora che le grinfie della nostalgia sfiorano la memoria e la tingono continuamente con le loro impronte? (Borderlife -  Dorit Rabinyan)
Mentre ci facevamo largo tra la folla sentivo la sua mano guidare il mio braccio con leggerezza, posarsi fugacemente sulla mia spalla al momento di attraversare la strada. I suoi occhi, che avevano guardato dritto nei miei quand'eravamo seduti al bar, non mi lasciavano nemmeno adesso. (Borderlife -  Dorit Rabinyan)

I miei giudizi:

STORIA: ★★★★/5
STILE: ★★★★/5
COPERTINA: ★★★★/5

Voto finale:

★★★★/5
Alla prossima,
Erika.