giovedì 5 gennaio 2017

Prossimamente in libreria... Novità Gennaio 2017 Fazi Editore

Buongiorno miei cari lettori,
sono qui questa mattina per mostrarvi quelle che saranno le novità di questo mese targate Fazi Editore. Siete curiosi? Io moltissimo!!

Forza, prendete carta e penna e seguitemi!


La corsa di Billy di Patricia Nell Warren (uscita 12/01/17)

A metà degli anni Settanta, l’allenatore Harlan Brown trova rifugio dal suo passato e da se stesso in un piccolo college di New York, dopo essere stato cacciato dalla prestigiosa Penn State University per sospetta omosessualità. Harlan, ex marine di trentanove anni, ha perso tutto – famiglia, lavoro, amici – e ora cerca di mascherare il proprio conflitto sessuale con un’esistenza più spartana e conformista possibile. Si è fatto una promessa e ha intenzione di mantenerla: non innamorarsi mai più di un uomo. La sua vita, però, è sconvolta quando tre giovani atleti si presentano nel suo ufficio: l’esuberante Vince Matti, il timido Jacques LaFont e il ventiduenne Billy Sive, un potenziale grande talento per i diecimila metri. Sono appena stati scaricati da un’importante squadra a livello nazionale per aver ammesso la propria omosessualità. L’uomo è profondamente diviso: se accetterà di allenarli, questo alimenterà le voci sul suo essere gay, ma i tre hanno stoffa e questa potrebbe essere la sua ultima occasione di puntare in alto. Alla fine, poste condizioni ferree, accetta di prenderli sotto la sua ala. Harlan è subito affascinato dal talento di Billy e capisce che il ragazzo ha le qualità per partecipare alle Olimpiadi di Montreal del ’76. Ma la sua ammirazione si trasforma presto in un sentimento che non provava da anni e, scoprendo che il suo amore per il ragazzo è ricambiato, deve fare la scelta più difficile della sua vita: combattere i propri sentimenti o uscire allo scoperto e sfidare l’ultraconservatore establishment sportivo. Rischiando di far sfumare per sempre il sogno olimpico dei tre.

Patricia Nell Warren

Patricia Nell Warren è una scrittrice americana, diventata famosa non soltanto per la sua opera letteraria, ma anche per la sua vicinanza e il suo appoggio ai fenomeni di emancipazione del mondo omosessuale. Nata nel 1936, cresce al ranch Grant Kohrs, nei pressi del Dear Lodge, in Montana. Apertamente lesbica, la sua propensione a raccontare storie si esprime ovunque, nell'ambito della retorica dei dibattiti socioculturali o quando si occupa di giornalismo. Nel 1974 esce in America The front runner, che diventa un romanzo di culto, tradotto in più di dieci lingue e ispiratore dei club ginnici definiti per l’appunto Frontrunners, punto di riferimento per la comunità gay-lesbo-transgender di Los Angeles, San Francisco e molte altre città degli States. Curatrice di tre volumi sulla poesia ucraina, fondatrice della casa editrice Wild Cat Press, la sua ampia opera letteraria comprende il seguito de La corsa di Billy, La sfida di Harlan (tradotto da Fazi nel 2010) e Billy's Boy (1997). Il suo ultimo romanzo, The Wild Man (2001), è un’appassionata denuncia delle pratiche antiabortiste negli Stati Uniti





Verso un mondo multipolare di Pierluigi Fagan (uscita 12/01/17)

Il nostro establishment politico, economico e finanziario, come nella Francia di Maria Antonietta, pare avulso dalla realtà dei popoli e inadeguato ad affrontare i profondi cambiamenti che stanno investendo il pianeta. In poco più di un secolo la popolazione è passata da 1,5 miliardi a più di 7 e fra non poco arriverà a 10. Anche gli Stati nel giro di cinquant'anni sono quadruplicati, passando da 50 a oltre 200. A un aumento della complessità del mondo corrisponde una progressiva perdita di credibilità dei piloti, dell’élite, mentre i sistemi rappresentativi che funzionavano quando le condizioni di navigazione erano buone, oggi creano un baratro tra le società e la politica e le persone semplicemente non sanno quasi niente di quello sterminato campo del sapere che è la geopolitica che determina e struttura la nostra realtà. Con l'approssimarsi delle nuove condizioni di vita sarà dunque necessario un profondo ripensamento delle nostre società, del mondo e delle relazioni che si instaurano tra loro. Adattarci reciprocamente, costruendo una forma di civiltà planetaria in cui bilanciare lo spirito di competizione con quello di cooperazione, è l'equazione a molte incognite che siamo chiamati a risolvere. Archiviata la globalizzazione dei decenni passati, acquisiscono nuova importanza gli Stati, le unioni, gli accordi bilaterali, il giusto mix di hard e soft power, l’equilibrio tra i diversi attori. Verso un mondo multipolare esamina lo scacchiere internazionale attingendo alle forme di pensiero della cultura della complessità e dei sistemi. Il risultato è un’analisi, condotta su diversi livelli, dei punti di forza e debolezza sia degli attori tradizionali (USA, Cina, Russia ed Europa), sia dei nuovi centri emergenti, tutti impegnati nel grande gioco dei giochi: assicurarsi le migliori condizioni di possibilità per accedere a un futuro in cui cambieranno le alleanze a livello globale. Un mondo in cui se l’Europa non troverà in fretta una sua chiara collocazione finirà per essere una pedina all'interno di un gioco a tre: Cina, Russia e America. Un mondo nuovo per il quale sono necessari un agire e un pensare inediti.

Pierluigi Fagan

professionista e imprenditore del marketing e della comunicazione per 22 anni, da più di dieci si dedica esclusivamente a ricerche e studi su questioni sociologiche e geopolitiche.





Il nido di Tim Winton (uscita 19/01/17)

Tom Keely ha perso la bussola. Divorziato, disoccupato, la sua reputazione come attivista ambientale è distrutta, e lui si trova rintanato in un appartamento in cima a un cupo grattacielo di Fremantle, Australia occidentale, da dove vede il mondo di cui si è disamorato. Si è tagliato fuori, e fuori ha intenzione di restare, immune ai sentimenti, carico di alcol, antidolorifici, antidepressivi, psicofarmaci e sonniferi, finché un giorno incontra i vicini: una donna del passato e il suo nipote introverso. Un incontro che lo sconvolge ma che, quasi controvoglia, lo spinge a farli entrare nella sua vita. Ma i due nascondono a loro volta una storia difficile, e Keely presto si trova immerso in un mondo che minaccia di distruggere tutto ciò che ha imparato ad amare, in cui il senso di fallimento è accentuato dal confronto continuo con la figura del padre, Nev, un gigante buono impossibile da eguagliare. Un romanzo commovente, coraggioso e inquietante, che rivela punte di umorismo nero e spietato.

Tim Winton

Nasce il 4 agosto del 1960 a Perth, in Australia e a dieci anni annuncia ai suoi genitori che non ha nessuna intenzione di fare il poliziotto come suo padre, ma che invece il suo mestiere sarà scrivere. A ventuno, quando ancora frequenta l’università, pubblica il libro che lo rende immediatamente famoso al pubblico australiano: An Open Swimmer. Da lì in poi si dedica alla scrittura a tempo pieno e nel giro di una ventina d’anni pubblica più di una quindicina di titoli tra romanzi, raccolte di racconti e libri per bambini, modellando uno stile che fin dall’esordio si scopre assolutamente personale. Fazi Editore ha pubblicato Quell’occhio, il cielo (1997), Nel buio dell’inverno (1999), I cavalieri (2000), Cloudstreet (2003), Dirt music (2005), La svolta (2007). Tre volte vincitore del Miles Frankin Award, è stato due volte nella short-list del Man Booker Prize, per I cavalieri e per Dirt music e premiato anche con il Commonwealth Writers Prize, il Family Award for Children’s Literature e il Libro dell’Anno dell’Australian Bookseller Association. Vive con la moglie e i tre figli in una casa sulla spiaggia di Fremantle, in una delle zone meno popolate dell’Australia.





La figlia femmina di Anna Giurickovic Dato (uscita 26/01/17)

Silvia ha conosciuto Giorgio quando aveva solo 16 anni. Lei un’adolescente insicura, lui già adulto, con una carriera diplomatica avviata, qualcuno a cui affidarsi e di cui fidarsi. Venti anni dopo, dalla sua casa romana Silvia assiste inerme al tentativo scioccante da parte di Maria, sua figlia quasi adolescente, di sedurre il suo nuovo compagno, invitato a pranzo perché finalmente conosca la bambina. Un gioco al massacro, una sfida e una richiesta di aiuto, che Silvia osserva, immobile, incapace di reagire, mentre ripercorre la sua storia e quella di una famiglia che non c’è più, muovendosi tra Roma e Rabat, avanti e indietro nel tempo, dalla sala di un appartamento romano al Marocco, quando Silvia era una donna acerba, incapace di proteggere sua figlia, impermeabile ai terribili, concreti segnali di un pericolo. Attraverso il racconto di un dormiveglia, due contrappunti e una scena di seduzione che colpisce come un pugno ben assestato, Anna Giurickovic Dato esplora con grande maturità i ruoli di vittima e carnefice, i loro chiaroscuri e le loro ambiguità.

Anna Giurickovic Dato

Anna Giurickovic Dato è nata a Catania nel 1989, ma vive a Roma da sempre. Il suo racconto Polimena, Polimena, si è aggiudicato nel 2012 il primo posto nella classifica del concorso Io, Massenzio in seno al Festival Internazionale delle Letterature, e nel 2013 è stata finalista al Premio Chiara Giovani con il racconto Ogni pezzo di sé. La figlia femmina è il suo primo romanzo.





Giuliano di Gore Vidal (uscita 26/01/17)

Il romanzo racconta la vita privata e politica di Giuliano, l’imperatore romano del quarto secolo, nipote di Costantino, che durante i brevi anni del suo regno tentò, invano, di soffocare la diffusione del cristianesimo e di restaurare il culto degli dèi, passando per questo motivo alla storia con l’appellativo di “Apostata”. Il racconto di Vidal comincia diciassette anni dopo la morte di Giuliano e prende le mosse dalla corrispondenza tra due potenti e influenti uomini del tempo. Senza scrupoli, portati a privilegiare gli intrighi della politica e del potere, non esitano a farcire le loro lettere di osservazioni malevole, pettegolezzi e maliziose digressioni che interpolano al diario scritto dall’imperatore e destinato a essere la sua autobiografia. Nelle pagine di Giuliano troviamo così la rappresentazione di un conflitto politico e religioso in cui già si profila il declino dell’impero romano, e, soprattutto, il sentimento di un’epoca. Nella lotta senza speranza contro il cristianesimo ormai trionfante, nel tentativo – che egli stesso sa essere destinato a fallire – di restaurare una religione che lo spirito del tempo non sente più sua, in Giuliano si nasconde il tormento di un’anima spaventata e smarrita di fronte al futuro. Un sentimento che appartiene a ogni epoca e che fa della tragica parabola dell’imperatore romano una storia attuale anche ai giorni nostri.

Gore Vidal

Gore Vidal, (West Point, 1925-Hollywood Hills 2012) nato nel cuore della vita politica statunitense, da bambino ha vissuto a lungo con il nonno Thomas Pryor Gore, senatore, che in seguito sarebbe stato un oppositore di Franklin Delano Roosevelt. Dopo aver militato nel Pacifico settentrionale come volontario durante la II Guerra Mondiale, debuttò con Williwaw (1946), che raccontava le esperienze belliche. La sua notorietà esplose però con The city and the pillar del 1948, intitolato nelle varie versioni italiane La città perversa, Jim e La statua di sale. La storia di Jim Willard – marchetta e maestro di tennis, in cui per la prima volta l’omosessualità negli USA veniva presentata in chiave realistica, senza sottolineature comiche o il facile ricorso al melò –, fece scalpore e determinò la fisionomia dell’autore nel mondo delle lettere e della politica americana, dove ha sempre avuto il ruolo di strenuo oppositore del conservatorismo. Dopo la pubblicazione, che suscitò reazioni violente, ma che gli procurò estimatori autorevoli (tra cui Christopher Isherwood e Thomas Mann), passò quindi a lavorare in teatro, in televisione e nel cinema, dove firmò sceneggiature importanti (tra le altre, “Ben Hur”, “Improvvisamente l’estate scorsa” e “Parigi brucia?”). Due i percorsi fondamentali nella sua opera narrativa: da un lato il contributo notevole e determinante a una nuova concezione del romanzo storico con il ciclo in sette libri della storia dell’impero americano, da Washington D.C. del 1967 fino a L’età dell'oro del 2001, passando per Burr. L’altro filone fondamentale è quello che lo presenta come attento osservatore del costume e degli stili di vita americani ed europei (Myra Breckinridge del 1968, Due sorelle del 1970 e Duluth del 1983). Straordinario saggista e polemista, ha sempre svolto un ruolo di testimone scomodo della vita americana, come ricostruisce nei due volumi di memorie, Palinsesto e Navigando a vista. Amante dell’Italia, che ha sempre considerato una seconda patria, ha vissuto tra Los Angeles e Ravello, sulla costiera amalfitana. Fazi Editore ha pubblicato Creazione, La statua di sale, L’età dell’oro, Impero, Il giudizio di Paride, Duluth, Myra Breckinridge, Il candidato, La fine della libertà, Palinsesto, e Navigando a vista.

Visto quante uscite interessanti? Che aspettate? Segnatevi tutto per bene (mi raccomando le date eh!) e correte in libreria!